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Per fermare Grillo bisogna mettergli una bandiera in mano. Una volta che il comico sarà diventato di sinistra o di destra, o peggio ancora seguace dei comunisti piuttosto che dei riformisti, allora potrà anche lui essere archiviato, e la partitocrazia potrà continuare a fare il suo corso. Una strategia che la Casta conosce benissimo, e che ha già applicato con successo in passato. Capitò, ad esempio, a Di Pietro che sceso in politica sull'onda di Tangentopoli, si trovò in poche settimane ministro e poi in Parlamento. E oggi, con tutta la buona volontà, siede al fianco di coloro contro cui aveva combattuto. Stessa sorte è toccata ai cosiddetti No Global, già, oggi cosa ne rimane? Giusto le frasi scomode del deputato Caruso. Ai girotondi, poi, e a tutti i movimenti della società civile, i partiti avevano promesso più partecipazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti da Vicenza fino alla Val di Susa. Del resto, la strategia della partitocrazia è sempre la stessa: quando qualcuno della società alza la testa, i partiti si precipitano a piantare la loro bandierina, e nel giro in qualche mese tutto ritorna come prima. La Casta da una parte, le società civile dall'altra. Quello che ci insegna la storia recente, è che qualunque movimento si illuda di cambiare la partitocrazia scendendo a compromessi con essa, svanisce nel nulla. Ma non si tratta solo della vecchia storia di cambiare le cose dal Palazzo o fuori da esso. Il punto è che chi è contro questo Palazzo, ci deve entrare, ma con i propri mezzi e senza partiti. E questo perché gli interessi dei partiti, e gli interessi di chi li vuole cambiare, sono ovviamente opposti. Ai partiti e alla classe dirigente, interessa più di ogni altra cosa la propria sopravvivenza e sono incapaci di rinnovarsi. Entrare dunque nel palazzo con le proprie forze, anche se questo significa accettare una sfida politica più dura e difficile. Una sfida contro i mezzi finanziari dei partiti, la loro organizzazione sul territorio e soprattutto la rete di potere creata dalla lottizzazione selvaggia. Ma una sfida che si può vincere come ha dimostrato Grillo che con il suo blog ha sconfitto l'establishment mediatico aggirando il fortino con cui la Casta si è arroccata al potere. Adesso non resta che investire su un progetto politico completo e innovativo con cui, a partire dalle liste civiche, sviluppare un movimento organizzato indipendente. Già, perché quello che vale per Grillo vale per tutti noi che lo abbiamo applaudito. Se davvero vogliamo cambiare il nostro Paese, dobbiamo deciderci a lasciare le bandiere a casa per sempre. E rimboccarci le maniche.
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