WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 28 MAGGIO 2008
Stranieri in patria
Daniela Gaudenzi
 

Se i prestigiosissimi riconoscenti che una giuria di tutto rispetto presieduta non a caso da un attore dall’ enorme talento e dalla straordinaria coscienza civile come Sean Penn ha voluto tributare a Gomorra e a Il Divo, due film che hanno saputo dare dimensione tragica alla storia e alla cronaca del nostro sciagurato paese, fossero arrivati per due pellicole più “concilianti” e/o consolatorie, si sarebbero sprecati gli elogi per gli autori e ed il compiacimento politico- mediatico avrebbe inondato tv e giornali.

Le reazioni in ambiente politico istituzionale sono state al contrario e molto prevedibilmente decisamente sottotono, del tutto inadeguate al prestigio internazionale del riconoscimento e più ancora al sostegno e all’orgoglio che viene ostentato da politici e politicanti di ogni sponda per il cinema italiano, il neosindaco di Roma pretende addirittura di dedicargli nella sua totalità il prossimo Festival di Roma, purché si tratti di film del genere “La notte prima degli esami” o epigoni.

Per la casta in generale e per i rappresentanti dell’attuale maggioranza in particolare, deve essere in effetti abbastanza indigeribile mostrare compiacimento per un riconoscimento che implicitamente sconfessa e smaschera la politica italiana quantomeno dell’ultimo ventennio e costringe lo spettatore a misurarsi con un giudizio terzo ed autorevole, a cui il cittadino italiano ha modo di aggiungere, disgraziatamente, la sua porzione personale di esperienza o conoscenza più ravvicinata dei fatti narrati.

Vedere per esempio Gomorra lo stesso giorno in cui a Napoli vengono arrestati 25 funzionari per reati che vanno dal traffico illecito di rifiuti al falso, alla truffa e all’associazione per delinquere, in una operazione che travolge i vertici del Commissariato per l’emergenza rifiuti e da cui spuntano dichiarazioni a dir poco sconcertanti dell’ex commissario ed ora sottosegretario Bertolaso, comunica un senso di smarrimento e di sgomento che non può non riguardare ogni cittadino italiano di qualsiasi città.

La preoccupazione e lo sconcerto si traducono subito dopo in disgusto quando si ascoltano le dichiarazioni di molti politici che dopo aver accusato in ogni salotto televisivo la magistratura di inerzia e di sonnolenza nei confronti degli amministratori campani, ovviamente perché di centrosinistra, adesso insorgono contro gli interventi giudiziari “ad orologeria” e cioè in concomitanza con l’ ultimatum alle barricate a Chiaiano.

Giuliano Ferrara che dalle pagine del suo giornale come da 8e1/2 ha tuonato insieme a Feltri contro le omissioni della magistratura napoletana adesso titola in apertura “A Napoli la mondezza chiama e la magistratura risponde. Con gli arresti”.

Per tornare al vezzo italico che molto spiega del nostro stato attuale, secondo cui “i panni sporchi si lavano in casa” a cui si è richiamata anche la signora Tronchetti Provera, forse avendone ricavato conferma anche in ambito familiare, e che ha portato alle disgustose accuse di divismo e di speculazione sul dramma della propria gente nei confronti di Roberto Saviano, a cui Squittieri ha rinfacciato di essere ancora vivo,  ne ha evidenziata la natura in modo perfetto Antonio Scurati sulla Stampa di ieri. A chi accusa i nostri artisti migliori di “contribuire a diffondere nel mondo un’immagine dell’Italia come Paese corrotto, Paese delle mafie, Paese dalla storia politica tragica” rafforzando lo stereotipo prevalente all’estero per cui “l’Italia è Napoli”,  Antonio Scurati ricorda semplicemente che “è anche vero che Napoli è l’Italia, che l’Italia è un paese corrotto, un Paese delle mafie, un Paese dalla storia politica tragica.” E a chi non l’avesse ancora capito o trovi più conveniente non capirlo ricorda che la visione tragica di una realtà o di un fenomeno è di per sé una netta presa di distanza, una resistenza, una lotta senza rassegnazione. “La tragedia è la più alta forma di resistenza umana al male…. L’arte tragica di cineasti come Garrone e Sorrentino oppone alle brutture d’Italia la propria bellezza. Loro non sono parte del problema, sono già una risposta ad esso. E’ anche grazie a loro che l’Italia non sarà solo camorra o oscura politica.” E’ la migliore spiegazione delle reazioni all’estero e in Italia.

il martedi'
Daniela Guadenzi

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