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Se
i prestigiosissimi riconoscenti che una
giuria di tutto rispetto presieduta non a
caso da un attore dall’ enorme talento e
dalla straordinaria coscienza civile come
Sean Penn ha voluto tributare a Gomorra
e a Il
Divo, due film che hanno saputo dare
dimensione tragica alla storia e alla
cronaca del nostro sciagurato paese, fossero
arrivati per due pellicole più
“concilianti” e/o consolatorie, si
sarebbero sprecati gli elogi per gli autori
e ed il compiacimento politico- mediatico
avrebbe inondato tv e giornali.
Le
reazioni in ambiente politico istituzionale
sono state al contrario e molto
prevedibilmente decisamente sottotono, del
tutto inadeguate al prestigio internazionale
del riconoscimento e più ancora al sostegno
e all’orgoglio che viene ostentato da
politici e politicanti di ogni sponda per il
cinema italiano, il neosindaco di Roma
pretende addirittura di dedicargli nella sua
totalità il prossimo Festival di Roma,
purché si tratti di film del genere “La
notte prima degli esami” o epigoni.
Per
la casta in generale e per i rappresentanti
dell’attuale maggioranza in particolare,
deve essere in effetti abbastanza
indigeribile mostrare compiacimento per un
riconoscimento che implicitamente sconfessa
e smaschera la politica italiana quantomeno
dell’ultimo ventennio e costringe lo
spettatore a misurarsi con un giudizio terzo
ed autorevole, a cui il cittadino italiano
ha modo di aggiungere, disgraziatamente, la
sua porzione personale di esperienza o
conoscenza più ravvicinata dei fatti
narrati.
Vedere
per esempio Gomorra lo stesso giorno in cui a Napoli vengono arrestati 25
funzionari per reati che vanno dal traffico
illecito di rifiuti al falso, alla truffa e
all’associazione per delinquere, in una
operazione che travolge i vertici del
Commissariato per l’emergenza rifiuti e da
cui spuntano dichiarazioni a dir poco
sconcertanti dell’ex commissario ed ora
sottosegretario Bertolaso, comunica un senso
di smarrimento e di sgomento che non può
non riguardare ogni cittadino italiano di
qualsiasi città.
La
preoccupazione e lo sconcerto si traducono
subito dopo in disgusto quando si ascoltano
le dichiarazioni di molti politici che dopo
aver accusato in ogni salotto televisivo la
magistratura di inerzia e di sonnolenza nei
confronti degli amministratori campani,
ovviamente perché di centrosinistra, adesso
insorgono contro gli interventi giudiziari
“ad orologeria” e cioè in concomitanza
con l’ ultimatum alle barricate a Chiaiano.
Giuliano
Ferrara che dalle pagine del suo giornale
come da 8e1/2
ha tuonato insieme a Feltri contro le
omissioni della magistratura napoletana
adesso titola in apertura “A Napoli la
mondezza chiama e la magistratura risponde.
Con gli arresti”.
Per
tornare al vezzo italico che molto spiega
del nostro stato attuale, secondo cui “i
panni sporchi si lavano in casa” a cui si
è richiamata anche la signora Tronchetti
Provera, forse avendone ricavato conferma
anche in ambito familiare, e che ha portato
alle disgustose accuse di divismo e di
speculazione sul dramma della propria gente
nei confronti di Roberto Saviano, a cui
Squittieri ha rinfacciato di essere ancora
vivo, ne
ha evidenziata la natura in modo perfetto
Antonio Scurati sulla Stampa
di ieri. A chi accusa i nostri artisti
migliori di “contribuire a diffondere nel
mondo un’immagine dell’Italia come Paese
corrotto, Paese delle mafie, Paese dalla
storia politica tragica” rafforzando lo
stereotipo prevalente all’estero per cui
“l’Italia è Napoli”, Antonio
Scurati ricorda semplicemente che “è
anche vero che Napoli è l’Italia, che
l’Italia è un paese corrotto, un Paese
delle mafie, un Paese dalla storia politica
tragica.” E a chi non l’avesse ancora
capito o trovi più conveniente non capirlo
ricorda che la visione tragica di una realtà
o di un fenomeno è di per sé una netta
presa di distanza, una resistenza, una lotta
senza rassegnazione. “La tragedia è la più
alta forma di resistenza umana al male….
L’arte tragica di cineasti come Garrone e
Sorrentino oppone alle brutture d’Italia
la propria bellezza. Loro non sono parte del
problema, sono già una risposta ad esso.
E’ anche grazie a loro che l’Italia non
sarà solo camorra o oscura politica.”
E’ la migliore spiegazione delle reazioni
all’estero e in Italia.
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