WWW.CENTOMOVIMENTI.COM -  20 MARZO 2008
La senilità berlusconiana
Tommaso Merlo
 

Passano i giorni della campagna elettorale e l'anziano Berlusconi sembra seguire più le turbe personali che quelle politiche. Succede, del resto, ad una certa età quando le difese si affievoliscono e la personalità riappare nella sua interezza, con le sue demolezze, le sue ipocrisie. E in questo periodo certamente stressante, sono due le turbe principali che agitano la personalità dell'anziano imprenditore brianzolo. La prima è la costante contraddizione di se stesso. Un déjà vu frutto di un intelligenza politica rudimentale ma che con l'età ha assunto cadenza giornaliera. Dopo quindici anni, poi, le gaffe berlusconiane, oltre a non far ridere nessuno, toccano temi drammatici come la precarietà e in piena campagna elettorale. In altri tempi la snella ipocrisia del commerciante sarebbe riuscita a coprire tutto, oggi non è più cosi. La seconda turba è quella del complotto, della congiura ai suoi danni. A rivelarlo è la sempiterna denuncia di brogli, una vera e propria paranoia. Berlusconi ha denunciato per mesi i brogli dopo la scorsa sconfitta elettorale, oggi comincia addirittura un mese prima. Qui siamo nel campo dell'ossessione del "chi la fa l'aspetti". Non c'è dubbio infatti che il vero miracolo di Berlusconi è quello di avere la fedina penale pulita dopo essere stato l'uomo più inquisito della storia repubblicana. Lasciamo stare come e perchè è successo, ma di sicuro la vecchia volpe qualche broglietto in passato l'ha fatto e ora teme la vendetta degli Dei. A conferma della teoria delle turbe senili, Berlusconi, alla veneranda età di 72 anni, si lascia andare perfino ad allusioni vagamente sessuali tipiche degli uomini che stanno perdendo, o hanno già perso, la loro virilità e lo nascondono facendo i gradassi fuori luogo. Esemplare in questo senso la sparata sul viagra e le farmacie o quella sulle soubrette "noi non le candidiamo e con loro ci facciamo dell'altro", doppia bugia, appunto. Insomma, gli anni passano per tutti e oltre un certo limite il cerone non basta più. Berlusconi è appagato e stanco, si trascina da un palco all'altro come un vecchio narciso che non si vuole rassegnare ad abbassare il sipario.
Del resto il pubblico non manca e i maestranti sono più affamati che mai. Ed è proprio questo il punto, in Italia vige un sistema politico che permette ad un leader di ricandidarsi premier fino a cinque volte, fino al limite delle sue forse psicofisiche. Un sistema che si regge sul personalismo alla matriciana che ci costringe a compensare il vuoto di idee con le magagne personali dei leader. Insomma, il vero problema non è la senilità berlusconiana, ma quella dell'Italia intera.

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Tommaso Merlo

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