WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 26 MARZO 2008
Campagna elettorale con sceneggiata
Daniela Gaudenzi
 

L’ultima sceneggiata che ci accompagnerà fino alla soglia della cabina elettorale è la soluzione patriottica per Alitalia, in nome dell’italianità e dell’orgoglio nazionale svenduti da Prodi e Padoa Schioppa per non si sa quali inconfessabili interessi.
Il solo fatto che a meno di 20 giorni dal voto si debbano ascoltare simili bufale ed infamità e che siano avallate da “autorevoli” rappresentanti sindacali e da esponenti della Sinistra Arcobaleno, conferma drammaticamente come questa campagna elettorale sia sostanzialmente fasulla e segni un passo avanti nell’opera di auto-delegittimazione della classe dirigente italiana.
Il capo dell’opposizione, che impersona il più stratosferico conflitto di interessi dell’emisfero occidentale, dice “o si fa l’Alitalia o si muore”, promette una cordata patriottica-elettorale capeggiata dai suoi rampolli, non troppo entusiasti e viene preso sul serio, senza che nessuno o quasi si metta a ridere o gli ricordi la sua singolare posizione.
Le parole più chiare le ha dovute dire l’ex-alleato Pierferdinando Casini: “Sulla vicenda Alitalia dopo quattro anni Berlusconi ripete le stesse cose, siamo alla stessa bufala. Oggi si parla di cordate che finiranno il 14 aprile. Se Berlusconi e i suoi figli vogliono mettere dei soldi, ebbene li mettano fuori, ma subito: non facciamo di Alitalia una strumentalizzazione da campagna elettorale”. Anche perché come si limita a ricordare Bersani: “Quelli che con Berlusconi corrono a fare i salvatori sono i veri responsabili di questa situazione. Nel 2003 persero l’ultimo treno buono, l’accordo con Air France e Klm, quando le condizioni di Alitalia non erano quelle di oggi.”
Sì perché oggi come segnala drammaticamente Padoa Schioppa “l’ossigeno è per poche settimane” e aggiunge “con l’Alitalia in amministrazione controllata, chi vuole spostarsi, poniamo, da Venezia a Catania, dovrà andarci in treno. E annuncia che senza una soluzione, e l’unica reale e praticabile è quella rappresentata da Air France, a giorni potrebbero restare a terra 100 aerei su 178, il che significa che la compagnia di bandiera non sarebbe più in grado di coprire nemmeno la metà del servizio nazionale.
Mentre i giornali di famiglia del cavaliere continuano la campagna demenziale sul complotto Prodi-Padoa Schioppa-Spinetta ai danni dell’italianità, parola che speravamo di non dover più sentire evocare dopo la declinazione offerta dal trio Fazio-Fiorani-Consorte nell’estate ruggente delle scalate, i servi di scena da Buonaiuti a Gasparri denunciano “l’interesse privato”, nonché “ le operazioni poco trasparenti” del presidente del Consiglio e del Ministro del tesoro.
Il conciliante Veltroni, invece di denunciare la sceneggiata berlusconiana ed eventualmente aggiungere che anche qualora fosse una cosa seria, cosa che non è, non sarebbe comunque auspicabile che il potenziale capo del governo diventasse padrone del paese intero, si è limitato a dare quarantotto ore di tempo alla cordata fantasma per appalesarsi.
Contemporaneamente continua granitica contro ogni logica oltre che contro la decenza l’operazione di sganciamento e di rimozione nei confronti di Prodi da parte del nuovo PD e paradossalmente sul fronte economico dove, come ha sottolineato correttamente Di Pietro, il professore ha messo a posto i conti devastati dai debiti altrui.
Ormai Prodi, Padoa Schioppa e Visco vengono trattati impunemente dal PDL e senza sostanziali reazioni da parte del PD come la Banda dei quattro nella Cina post maoista e il buonista Veltroni ha promosso una damnatio memoriae di chi l’ha preceduto degna dei despoti dell’antichità.
Come se non nominare Prodi e non rivendicare le poche cose buone fatte dal suo governo, quasi esclusivamente sul fronte dell’economia, fosse il lasciapassare per vincere le elezioni…
E ogni giorno che ci avvicina al voto diventa più evidente la rimozione dei veri, ineludibili problemi del paese a favore della propaganda più facile e strumentale, terreno per definizione di assoluto dominio berlusconiano: adesso a ridosso della cordata patriottico-elettorale sono puntualmente di scena le pensioni.
Intanto, come denuncia Sartori, non si parla di debito pubblico, di criminalità organizzata, di clima e ambiente. Eppure siamo il paese con il più alto debito in Europa, siamo sommersi dai rifiuti, rischiamo di vedere i nostri prodotti tipici rifiutati a livello internazionale come sta avvenendo con la mozzarella di bufala, abbiamo quattro regioni dominate dalla mafia, in Calabria è ricominciata la mattanza, e quando piove per qualche giorno dobbiamo affrontare un vero dissesto idro-geologico. Sarebbe curioso vedere quante volte queste emergenze nazionali (di lungo periodo) sono state anche solo indirettamente sfiorate dalla propaganda elettorale.

il martedi'
Daniela Guadenzi

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