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La scampagnata
elettorale continua e dopo la barzelletta di
Berlusconi sulla cordata di imprenditori
italiani intenzionati ad acquistare Alitalia
al grido di “qui si fa Alitalia o si muore”,
ecco che in giornata durante il suo tour in
Sicilia Veltroni risponde con una promessa
di aumento delle pensioni a partire dal
Luglio prossimo.
Benissimo, nulla da obiettare. L’aumento
delle pensioni – e dei salari, aggiungo –
legato all’aumento del costo della vita è
una questione cruciale per qualsiasi governo
verrà fuori dalle urne del 13 e 14 Aprile.
Ma entriamo nel concreto. Veltroni ha
dichiarato: “L'intervento riguarda i
pensionati di oltre 65 anni e determina, a
partire dal 1 luglio 2008, un incremento
medio di quasi 400 euro l'anno per le
pensioni fino a 25 mila euro l'anno (fino a
circa 2 mila euro al mese) e un incremento
fra i 250 e i 100 euro l'anno per le
pensioni di importo compreso tra 25 mila e
55 mila euro l'anno”.
In soldoni, l’aumento di cui parla Veltroni
andrebbe da un minimo di 8,33 euro a un
massimo di 33 euro circa al mese. Spiccioli
quindi, l’ennesima elemosina che comunque
costerebbe intorno ai 2,5 miliardi di euro
l’anno.
La proposta punta a innalzare le detrazioni
previste per i redditi da pensione in
funzione dell'età anagrafica, in modo da
incrementare maggiormente "per ogni dato
livello di pensione, le pensioni più
vecchie, ossia le pensioni più distanti
dalla data del pensionamento e quindi
maggiormente erose dalla perdita di potere
d'acquisto; modificando le regole con cui il
montante contributivo viene trasformato in
vitalizio, al fine di migliorare
l’indicizzazione delle pensioni e legare
l’indicizzazione ‘reale’ delle pensioni
calcolate con il metodo contributivo
all’andamento di un indice di sostenibilità
dato dal rapporto tra spesa pensionistica e
monte dei redditi da lavoro. Il fine è
quello di permettere ai pensionati di
partecipare ai frutti della crescita
economica del Paese".
Ottimo, la crescita per quest’anno è
prevista intorno allo 0,6% e i pensionati
avranno di che rallegrarsi…
Naturalmente si è subito levata la voce di
Silvio che ha banalmente replicato: "Il
problema numero uno è quello di adeguare le
pensioni ai prezzi, al caro vita, a partire
dalle basse. Si tratta di un fatto di
giustizia perchè i prezzi sono aumentati
nell’ultimo anno del 4% in media e del 12 e
14% per i beni di prima necessità come pane
e pasta mentre le pensioni dell’1,6%".
Non ha però avuto il coraggio di
quantificare l'adeguamento, per non scadere
anche lui nel ridicolo. Ma d’altronde non ne
ha bisogno…
La proposta di Veltroni per essere seria e
connessa con la realtà tragica dell’aumento
indiscriminato del costo della vita avrebbe
dovuto prevedere la parola ‘mese’ al posto
della parola ‘anno’.
Infatti gli aumenti indicati da Veltroni,
per non diventare elemosine, dovrebbero
invece essere compresi tra i 100 e i 400
euro al mese e non all’anno.
E’ ovvio che ciò comporti una spesa notevole
per lo Stato, ma volendo le risorse si
trovano. Eliminando ad esempio enti di Stato
obsoleti e costosi, a partire dalle
Province, tagliando gli sprechi nella spesa
pubblica e proseguendo con determinazione
nella lotta all’evasione fiscale.
Così, solo per cominciare.
Ma tanto che lo dico a fare……
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